LE PICCOLE CAPITALI RINASCIMENTALI

Arte e cultura erano di casa in quelle piccole ma orgogliose signorie indipendenti che, alla distanza di più o meno un’ora di cavallo, cingevano a corolla la città di Reggio, Scandiano, contea dei Boiardo, stirpe del famoso poetal; Guatieri, feudo dei Bentivoglio, già signori di Bologna; Novellara e Guastalla, rette da due rami secondari, fra loro distinti, dei Gonzaga; Correggio, principato dell’omonima famiglia, San Martino in Rio che fu feudo dei Roberti.

Tanto erano vivaci e splendide le “piccole capitali” che la stessa città di Reggio attrasse i meravigliosi artisti che già si erano distinti in queste brillantissime corti. E’ il caso di Antonio Allegri (detto Il Correggio) che dalla vicina Correggio fu chiamato a Reggio per dipingere la Sacra Notte destinata a San Prospero, dai cantieri della rocca di Scandiano veniva Nicolò dell’Abate, da Novellara Lelio Orsi, una delle più significative personalità del Manierismo italiano.

Persa Ferrara nel 1599 e ridottosi il ducato degli Este alle sole Modena e Reggio, le piccole signorie caddero ad una ad una vittime delle rivalse territoriali degli Estensi: per prima Gualtieri (1634), poi Correggio (1635), Scandiano (1643) e solo assai più tardi, nel secolo seguente, di Novellara. San Martino in Rio era caduta nell’orbita estense già nel 1418, poco dopo l’acquisizione di Reggio da parte della casata ferrarese.

Nonostante la loro autonomia sia finita da molto tempo e abbiano trascorso  gli ultimi secoli in un torpore provinciale ancora oggi queste antiche signorie conservano il segno del passato splendore. Interessate marginalmente, o per nulla, dal terremoto dell’Emilia del 2012, si presentano al visitatore colto ed attento come una possibile scoperta dell’Italia “minore”, ancora splendida e sconosciuta ai grandi circuiti del turismo di massa.

Storia e monumenti, ma non solo...

Le Piccole Capitali del Rinascimento padano non offrono soltanto una eccellente panoramica di storia e monumenti cittadini.

Dispongono di un patrimonio di “musei minori” che presentano opere eccellenti e hanno un forte legame con il territorio. Ma la vivacità di questi centri risiede anche nel calendario delle manifestazioni.

Tre quelle prossime, Georgica (tra a Guastalla e Gualtieri, ma coinvolge anche Pomponesco, piccola capitale posta sulla riva mantovana del Po).

Segnate sul calendario anche la data del 27 maggio quando si inaugura a Gualtieri il museo dedicato a quella eccezionale figura di pittore che fu Antonio Ligabue, a cinquant’anni esatti dalla morte.

Un progetto teatrale speciale, il Progetto Ligabue, dedicato dall’attore e regista Mario Perrotta ad Antonio Ligabue sarà in scena dal 21 al 24 maggio.

Sempre a Gualtieri e sempre a maggio verrà ampliata in Palazzo Bentivoglio la collezione di costumi teatrali dell’atelier del grande costumista gualtierese Umberto Tirelli.

La musica rock è da decenni un vanto delle terre reggiane. Tra i tanti artisti celebri e complessi rinomati un particolare rilievo ha acquisito a Novellara il raduno annuale dei Nomadi, dedicato al cantante (e pittore) Augusto Daolio, scomparso prematuramente ma che rimane nel cuore dei fans.

Ma i motivi di interesse sono tanti e diversi, per esempio San Martino in Rio è “città dell’auto” ed è inserita nel progetto interregionale Terra dei Motori grazie al suo Museo dell’Automobile. Antico e moderno si sposano benissimo in questa terra.